Salute · Team MammaBella · 2025-11-25
Colestasi in gravidanza: sintomi, diagnosi e trattamento
Il prurito intenso nel terzo trimestre può essere un segnale di colestasi. Scopri i sintomi da non ignorare e come viene gestita questa condizione.
La colestasi intraepatica della gravidanza (ICP) si manifesta tipicamente nel terzo trimestre con prurito intenso, soprattutto ai palmi delle mani e alle piante dei piedi, spesso peggiore di notte. È la malattia del fegato più frequente in gravidanza: il flusso della bile si rallenta e gli acidi biliari si accumulano nel sangue materno. Per la mamma è soprattutto un tormento (il prurito può togliere il sonno), ma va presa sul serio perché livelli elevati di acidi biliari richiedono un monitoraggio fetale più stretto.
Sintomi principali
- Prurito intenso a palmi e piante, peggiore di notte, senza una vera eruzione cutanea (i segni sulla pelle, se ci sono, vengono dal grattamento)
- Ittero (colorito giallo di pelle e occhi) in una minoranza di casi
- Urine scure e feci chiare
- Stanchezza e nausea
Il prurito della colestasi si distingue da quello "banale" da pelle che si tende: è sproporzionato, insiste su mani e piedi, peggiora la notte e non migliora con le creme idratanti. Nel dubbio, l'esame del sangue scioglie ogni incertezza: meglio un prelievo in più che una colestasi non diagnosticata.
Chi è più a rischio
- Colestasi in una gravidanza precedente (la recidiva è frequente)
- Familiarità: madre o sorelle che l'hanno avuta
- Gravidanza gemellare
- Calcolosi della colecisti o epatopatie preesistenti
- Positività all'epatite C
Come si diagnostica
La diagnosi si basa sul dosaggio degli acidi biliari sierici. Un livello di acidi biliari maggiore di 10 micromol/L in presenza di prurito è sufficiente per la diagnosi. Vengono dosate anche le transaminasi, spesso elevate. Gli esami vanno poi ripetuti periodicamente, perché è il valore massimo degli acidi biliari a guidare le decisioni: livelli sopra 40 micromol/L identificano le forme severe, che richiedono sorveglianza più intensa, e sopra 100 micromol/L si anticipa ulteriormente il parto.
Cosa significa per il bambino
Gli acidi biliari attraversano la placenta e, a livelli elevati, aumentano il rischio di liquido amniotico tinto di meconio, parto pretermine e, nelle forme severe non monitorate, di complicanze più gravi. È il motivo per cui la colestasi non si "sopporta" ma si segue in ambulatori dedicati: con monitoraggio e timing del parto adeguati, gli esiti sono nella stragrande maggioranza dei casi ottimi.
Trattamento
L'acido ursodesossicolico (UDCA) è il farmaco di prima scelta: migliora il prurito e gli indici epatici nella maggior parte delle donne. Il monitoraggio fetale viene intensificato (tracciati, ecografie, controlli ravvicinati degli acidi biliari) e si programma il parto in anticipo: tipicamente a 37-38 settimane, prima nelle forme severe. Contro il prurito aiutano anche docce tiepide, indumenti leggeri di cotone e creme emollienti alla calamina; gli antistaminici possono dare sollievo notturno, sempre su prescrizione.
Il prurito senza macchie sulla pelle può essere colestasi?
Sì, è anzi tipico: la colestasi dà prurito senza una vera eruzione cutanea. Se il prurito è intenso, insiste su palmi e piante e peggiora di notte, chiedi il dosaggio degli acidi biliari.
La colestasi fa male al fegato della mamma in modo permanente?
No: la funzione epatica si normalizza dopo il parto. È però consigliato un controllo degli esami epatici a distanza di qualche settimana per confermare la normalizzazione.
Se ho avuto la colestasi, tornerà nella prossima gravidanza?
Il rischio di recidiva è significativo, ma saperlo è un vantaggio: nella prossima gravidanza gli acidi biliari verranno monitorati fin dai primi sintomi e la gestione partirà subito.
Posso allattare dopo una colestasi?
Sì, l'allattamento è del tutto possibile e incoraggiato: la colestasi gravidica si risolve con il parto e non controindica l'allattamento al seno.
La pillola anticoncezionale è controindicata dopo la colestasi?
Gli estroprogestinici possono riattivare la colestasi in donne predisposte: parla con il ginecologo, che valuterà alternative come metodi a solo progestinico o non ormonali.
In sintesi: prurito intenso a mani e piedi nel terzo trimestre = prelievo per gli acidi biliari, senza aspettare. Con diagnosi tempestiva, UDCA, monitoraggio e parto programmato al momento giusto, la colestasi si gestisce bene e si chiude con la nascita.